Ipersensibilità dentale

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dentista palermo : ipersensibilità dentale

è una condizione dolorosa che incide nella popolazione adulta almeno per il
20%. La condizione ha una prevalenza superiore nelle donne e nei pazienti con problemi parodontali. Con
l’incremento dell’età media ed il mantenimento ei denti naturali per un tempo più lungo, vi è un aumento
dell’incidenza dell’ipersensibilità dentinale causata da normale processi di usura.
Le alterazioni della composizione e del flusso salivare possono contribuire allo sviluppo
dell’ipersensibilità influenzando la formazione o riduzione di quello strato minerale che si deposita a
protezione dei tubuli dentinali
Si suppone che il meccanismo doloroso che si trasmette dalla superficie del dente alla polpa dentale sia
dovuto ad un movimento dei fluidi dei tubuli dentinali che vanno ed eccitare i filamenti nervosi che
provengono dal fascio vascolo nervoso contenuto all’interno della camera pulpare. Il movimento dei
fluidi può espandersi con il calore e contrarsi con il freddo; esso eccitando i terminali nervosi determina
un azione sul sistema nervoso centrale, SNC, causando dolore.
Ci son cinque stimoli che possono innescare dolore quando la dentina è esposta e sollecitata:
– tattile
– chimico
– termico
– osmotico
– batterico
La stimolazione tattile può essere dovuta all’azione delle setole dello spazzolino, alla frizione dei ganci di
protesi mobili che tra l’altro esercitano un notevole effetto usura sulle superfici dentali, ma molto
probabilmente sono gli stimoli chimici tra le cause più rilevanti dell’ipersensibilità stessa.
Gli acidi presenti in molti cibi e bevande, come spezie, aggrumi e vitamine sono da considerarsi dei
cofattori importanti, in quanto è stato dimostrato che possono agire sulla dentina rimuovendo depositi
sulla superficie dentinale.

Il fluido osmotico all’interno dei tubuli dentinali è altrettanto importante, il modo in cui si attiva il suo
movimento varia da stimolo a stimolo ed una dentina più adulta che altre sente meno la sua presenza per
un processo di sclerotizzazione ovvero occlusione dei tubuli di superficie.
I batteri producono acido quando sono disponibili carboidrati la cui fermentazione produce proprio
quell’acido che attiva un processo di demineralizzazione fino a sfociare in carie vera e propria. In fase
iniziale la sensibilizzazione del dente può essere dovuta ai meccanismi di scissione metabolica ed ai
prodotti di scarto del metabolismo batterico.
Per quanto riguarda la malattia parodontale l’esposizione di ampie superfici di radice per perdita ossea
determina una forte penetrazione di batteri dai tubuli dentinali che non solo determinano sensibilità, ma
attivano, trasformandosi in anaerobi la malattia parodontale stessa.
Come gestire l’ipersensibilità dentinale:
-diagnosi differenziale di ipersensibilità da carie, fratture dello smalto, restauri infiltrati o bruxismo
-prevenire, modificare, controllare i fattori eziologici come placca, spazzolamento non corretto ed
eccessivo, tipo di alimentazione( acida, caramelle, bevande gassate)
-trattamento professionale
-trattamento domiciliare con prodotti e metodiche specifiche
Gli agenti desensibilizzanti agiscono occludendo i tubuli ed inattivando il filamento nervoso terminale,
come ad esempio il nitrato di potassio, il quale agisce facendo penetrare gli ioni potassio in profondità
con l’effetto depolarizzante dei terminai nervosi. È necessario un uso frequente.
Generalmente si utilizzano per ridurre o bloccare l’ipersensibilità dentinale i seguenti agenti chimici:
– Sali di potassio come il nitrato di potassio presente nelle paste dentifricie
-applicazioni di fluoro
– cloruro di stronzio
-idrossido di calcio

Tra gli agenti chimici, ritroviamo:

-sigillanti
-adesivi dentinali
-cementi vetroiomerici
-innesti di tessuto gengivale

 

 

 

 

Fonte: Dott. Stefano Montinori

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