Celiachia e odondoiatria

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Negli ultimi anni, la comunità medica e, da par suo, anche quella degli odontoiatri sta manifestando una forte presa di coscienza nei confronti del contesto clinico delle sindromi da malassorbimento. Queste patologie, pur rappresentando un panorama piuttosto variegato e di approccio comunque specialistico, si ripercuotono facilmente nella pratica clinica quotidiana di diversi professionisti dell’ambito sanitario. Gli odontoiatri, in questo senso, ricoprono un ruolo assai rilevante, non solo perché rappresentano sempre i medici specialisti con cui la popolazione si confronta più spesso, ma anche perché il cavo orale costituisce un distretto ricettivo per le manifestazioni di tali patologie e, in particolare, di quella che è oggi la più importante fra queste, ossia la sprue celiaca. Va ricordato che, al di là delle campagne di informazione su questa tematica, si parla comunque di una patologia ancora sottodiagnosticata (autori sostengono che venga riconosciuto un caso ogni quattro), come dimostrano i dati epidemiologici discordanti ad oggi reperibili. In linea generale, secondo i dati riportati anche in precedenti lavori, il problema interessa oggi l’1% della popolazione. Sempre in questi stessi articoli, risalenti ormai a quasi due anni fa, sono stati affrontati in maniera sistematica alcuni aspetti eziopatogenetici della malattia. Volendo proporre qui un taglio maggiormente clinico, quindi ragionando in maniera schematica, va detto innanzitutto che la malattia celiaca consiste in una reazione immunomediata alle gliadine (cioè alla componente proteica di alcuni cereali, fra i quali frumento, orzo, avena e segale); questa interessa soggetti predisposti e ha una forte connotazione ambientale. Tale condizione irritativa colpisce l’unità assorbente dell’intestino tenue, ossia i villi intestinali, che vanno incontro a progressiva atrofia con relativa perdita di funzione.
Sintomi celiachia e odontoiatria

Venendo ora alla parte che interessa l’odontoiatra dal punto di vista pratico, bisogna in primo luogo ricordare che tra i sintomi precoci, oltre a quelli che coinvolgono direttamente il tratto gastroenterico, si segnalano le manifestazioni ulcerative (aftosiche e paraftosiche) a livello del cavo orale. Nella forma di aftosi ricorrente, si tratta di un segno abbastanza suggestivo, che invita il clinico ad un approfondimento diagnostico specialistico, soprattutto qualora si parli di un soggetto giovane. Oltre a questo, uno dei primi effetti favorevoli della dieta priva di glutine – approccio terapeutico fondamentale nella patologia conclamata – riguarda proprio la remissione di tali lesioni.

Oltre alle manifestazioni ulcerative, la celiachia può essere collegata con stomatiti atrofiche e infiammatorie di diverso tipo a carico delle mucose orali e linguali, oltre che con la sensazione di secchezza delle fauci.

Per quanto riguarda invece i denti, il soggetto pediatrico potrà manifestare ritardi a livello eruttivo e difetti di vario grado – correlati con la cronologia eruttiva e patogenetica e con la gravità della patologia stessa – a livello dello smalto

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